
Come superare il vaginismo? L'intervista a Maelle
Il vaginismo è un problema sessuale di cui non si parla ancora abbastanza e che comporta molti problemi per chi ne soffre, sia nella vita quotidiana che nelle relazioni intime. Per aiutarti a capire meglio l’argomento, gli esperti di Wikisexy hanno parlato con Maelle, sessuologa della pagina Sexostudent, che ne ha sofferto in prima persona. Nell’articolo troverete le spiegazioni dei nostri esperti, seguite dal racconto personale di Maelle della sua esperienza.
Vaginismo: che cos’è questo problema sessuale?
Che cos'è il vaginismo?
Il vaginismo è un disturbo sessuale chiamato anche “disturbo del dolore pelvico-genitale e della penetrazione”. In pratica, i muscoli vaginali si contraggono a causa di spasmi involontari, impedendo la penetrazione vaginale. Si tratta di un problema che colpisce circa il 15-20% delle persone che fanno controlli ginecologici regolari.
Come dicevamo, il vaginismo può presentarsi in diversi gradi, con varie intensità.
Possiamo dividere il vaginismo in due categorie essenziali, in base al momento in cui si presenta:
- Il vaginismo primario o permanente, ovvero presente sin dal primo rapporto sessuale.
- Il vaginismo secondario o acquisito, ovvero che si presenta più tardi durante la vita sessuale attiva e che ha normalmente una causa più facilmente identificabile alla base.
Altrimenti, si potrebbe parlare anche di:
- vaginismo generalizzato, se si verifica sempre indipendentemente dalla situazione
- vaginismo situazionale, se si verifica in seguito a determinate situazioni particolari
Sia il vaginismo che la dispareunia sono due disturbi del dolore pelvico-genitale e della penetrazione. Benché abbiano delle caratteristiche simili, questi due dolori cronici dell’apparato genitale femminile, hanno delle differenze precise. Il vaginismo è un riflesso muscolare involontario che impedisce la penetrazione, mentre la dispareunia è il dolore associato al rapporto sessuale o anche alla sola idea della penetrazione. Quindi con la dispareunia la penetrazione è tecnicamente possibile ma è molto dolorosa.
Maelle, cos'è il vaginismo per te?
Il vaginismo è un disturbo psicosomatico che provoca un blocco durante i tentativi di penetrazione (sesso penetrativo, assorbenti, coppette, visite ginecologiche). Il termine è fuorviante perché non è la vagina a provocare le contrazioni, ma i muscoli del perineo che la circondano. Personalmente, ho sperimentato il vaginismo primario, il che significa che ho sempre avuto il vaginismo. L’ho scoperto la prima volta che ho provato a inserire un assorbente interno. Non pensavo che fosse normale provare dolore durante l’inserimento, quindi mi sono subito documentata per capire quale fosse la causa del problema.
Quando alle ragazze viene insegnato che il primo rapporto sessuale fa male, e la sessualità viene rappresentata come intensa o dolorosa nelle serie televisive, nei libri o persino nella musica, normalizziamo la presenza del dolore nella nostra intimità. Questo è uno dei motivi per cui molte delle persone colpite tardano a cercare aiuto: hanno l’impressione che sia normale e che debbano abituarsi. È per evidenziare questa influenza culturale che ho sviluppato il concetto di cultura del dolore. Per quanto riguarda i tabù sessuali, essi permettono e incoraggiano la circolazione di false credenze sulle relazioni intime.

Quali sono le cause e le conseguenze del vaginismo?
Le cause
Le cause fisiologiche e organiche non sono ancora precise, perché in passato gli studi si sono focalizzati soprattutto sulla parte psicologica. Ma tra le possibili cause individuate ci sono:
- Un imene rigido, che rende più dura e dolorosa la penetrazione sin dai primi tentativi.
- Interventi chirurgici e il parto.
- Patologie, infezioni sessualmente trasmissibili.
I fattori psicologici e sociali che hanno un impatto sul disturbo del vaginismo sono molteplici:
- L’idea che il sesso sia qualcosa di sporco e sbagliato.
- Violenze e aggressioni sessuali subite in passato.
- La cultura, la mentalità familiare e anche la società in cui si cresce.
- La paura o addirittura il terrore verso i rapporti sessuali, per vari motivi: dalle malattie, alla possibilità di una gravidanza.
Le conseguenze
Il vaginismo può avere diversi gradi d’intensità e varie cause, ma in generale è dato da un insieme di problematiche psico-fisiche che comportano una grande paura della penetrazione. Si tratta di un vero e proprio disturbo che causa stress e ansia nelle donne che soffrono di vaginismo. Infatti, il vaginismo rende difficili se non impossibili i tentativi di penetrazione durante i rapporti sessuali, ma a volte anche con dei toy, con un dito, per inserire un assorbente interno o anche durante le visite ginecologiche.
Questo può causare un rifiuto totale della sessualità che si riflette anche sulla relazione affettiva e amorosa. Il dolore e la paura possono causare una diminuzione del desiderio sessuale e mettere della distanza nella relazione. Ma anche a livello sociale possono esserci delle conseguenze: ansia, chiusura, se non addirittura depressione.

Come superare il vaginismo?
I trattamenti
Oggigiorno, esistono diversi trattamenti molto efficaci per combattere il vaginismo e che permettono un progressivo rilassamento dei muscoli per evitare gli spasmi per poter godere di una vita sessuale appagante. Per prima cosa, consigliamo di parlarne con il partner o la partner, perché ti sostenga in questo percorso. Generalmente si tratta di seguire una terapia sessuale comportamentale, unita a una terapia farmacologica.
Dottori e terapeuti possono anche prescrivere l’utilizzo di creme lubrificanti da usare insieme a dei dilatatori vaginali, ovvero piccoli dilatatori dal diametro crescente che permettono una dilatazione progressiva della vagina. A questi si uniscono gli esercizi di Kegel con le palline vaginali, cioè degli esercizi pensati appositamente per i muscoli del pavimento pelvico e anche esercizi di rilassamento mentale e respirazione.
Maelle, come hai ottenuto la tua diagnosi e che trattamento hai seguito?
La prima volta che sono andata dal medico, non mi è stata fatta alcuna diagnosi. Mi sono imbattuta in una ginecologa che non sapeva nulla di vaginismo e che aveva anche molte idee preconcette sui rapporti sessuali. Così ho iniziato a documentarmi da sola per capire cosa stavo vivendo e mi ci sono voluti diversi anni prima di (ri)consulatare un medico.
Ho iniziato a curarmi da sola con esercizi psicologici e fisici: esercizi di Kegel, massaggio pelvico, respirazione del ventre… Ho usato un ovulo yoni, ma in realtà non è tanto l’oggetto usato per l’inserimento che conta, quanto la regolarità degli esercizi che si fanno con esso.

Vaginismo: i consigli di Maelle
Oggi, come vivi la tua sessualità?
Inizialmente il vaginismo è stato molto complicato da affrontare. Mi sentivo sola e non capivo il mio corpo. Quando ho iniziato a parlarne con le persone intorno a me, in particolare nelle mie relazioni, sono uscita dal mio isolamento. Questo ha avuto un’influenza positiva sul mio stato psicologico e quindi sulla mia guarigione.
Oggi ho la fortuna di essere guarita, ma ho iniziato a godere della mia sessualità molto prima della guarigione. È possibile convivere con il vaginismo ed essere comunque sessualmente felici. È un passo essenziale nel processo di cura.
La tua esperienza personale ha influito sulla carriera che hai scelto?
Assolutamente. Ho iniziato a condividere la mia esperienza con il vaginismo attraverso un blog. È stato allora che mi sono resa conto dell’impatto positivo che le mie storie potevano avere. Da 3 anni a questa parte, ogni settimana ricevo messaggi di persone che mi fanno domande, che provano dolore durante la penetrazione, che si sentono incomprese e mal supportate. Ho quindi deciso di riorientarmi in modo che le conoscenze che posso offrire loro vadano oltre la mia esperienza personale.
Quale consiglio daresti a una persona che pensa di soffrire di un problema sessuale come il vaginismo?
Il miglior consiglio che posso dare è di non provare rancore per il proprio corpo e di non forzarsi. Sono queste le due tendenze che danneggiano notevolmente il benessere delle persone interessate. Il vaginismo è un meccanismo di difesa, e forzarsi lo rafforza. Al contrario, bisogna cercare di capire perché il nostro corpo si sente in pericolo.

Questo è tutto per questo articolo. Speriamo che ti abbia aiutato a capire come trattare il vaginismo e come affrontarlo in modo più sereno. Non sei la sola a trovarti in questa situazione e le soluzioni esistono, come ha dimostrato il caso di Maëlle.
